Secondo natura – Ferruccio Ascari

Con un’ attitudine tipica del suo modo di operare, Ascari riprende un lavoro iniziato 10 anni fa, ne sviluppa alcuni elementi interni e nasce così una nuova, recentissima opera, un dittico di grandi dimensioni che fa da ponte tra due diversi momenti della sua operatività.

I corpi a grandezza naturale di un uomo e di una donna sono colti nell’istante in cui sembrano balzar fuori o inabissarsi (l’occhio è come preso da incanto) da una materia pullulante, oscura che è la stessa di cui essi stessi sono fatti. Cellule in fase di mutazione – nascenti, morenti? – sicuramente proliferanti all’interno di un processo di trasformazione che si ritrova anche in tutte le altre opere presenti in questa mostra. Opere nate in un tempo speciale, quello della pandemia da Covid-19 che ha investito il pianeta in questi ultimi mesi. 

Secondo Natura è il titolo di questa mostra, nonché Il tema sotteso a questo nuovo ciclo di opere dell’artista che con il tempo che stiamo vivendo intrattengono un legame profondo. E’ una natura ignara di equilibri, quella che qui emerge, che sperimenta senza tregua nuove forme di vita, il cui unico scopo sembra essere quello di riprodursi, germinare, anche in noi ed attraverso di noi. Sono forme organiche quelle che qui compaiono, che non rimandano tuttavia ad alcunché di esistente: sono piuttosto la manifestazione di un’energia che è perenne dialettica tra permanenza e mutamento.

Un’energia che, secondo natura, genera e distrugge. Una natura in cui l’Ordine Dura un’Istante – per citare un altro ciclo di Ascari, la cui intera produzione è intimamente interconnessa, se pur con vertiginosi salti nel tempo, nella tecnica, nei  materiali, nelle scelte linguistiche (cfr: Qualcosa le manca, Memoriale Volubile; Prometheus; Impermanenza; Fiori; Ex Voto; Corpi Celesti).

In un tempo sospeso, che l’artista stesso ha definito “quaresimale”, il titolo di questa mostra ci risuona di un’ambivalenza tutt’altro che rassicurante e nel suo invito ad una vita accordata alla natura, reca con sé l’eco di un monito per troppo tempo inascoltato.

Secondo natura

Ferruccio Ascari nasce nel 1949 a Campi Salentina. A Lecce compie il primo ciclo di studi. Si trasferisce a Firenze e poi ad Urbino dove, nel ’73, si laurea in Filosofia. È in questo periodo che inizia ad interessarsi al pensiero orientale e in particolare a quello della Tradizione Yogica che eserciterà in seguito una notevole influenza sul suo percorso artistico. Contemporaneamente agli studi di carattere filosofico dà inizio all’attività artistica che da allora è proseguita ininterrottamente. Attualmente vive e lavora a Milano. Ferruccio Ascari ha tenuto oltre cinquanta mostre, in importanti istituzioni private e pubbliche in Italia e all’estero fra cui: Progetto Speciale della Biennale, Venezia; Galleria d’Arte Moderna, Roma; Rotonda della Besana, Milano; Palazzo dei Priori Pinacoteca, Volterra; Castel Sant’ Elmo, Napoli; Symposium International d’Art Performance, Lione; ICA Gallery, Londra; Biennale Giovani, Parigi; Lenbachhaus, Monaco; International Biennal of Graphic Art, Ljubljana; Museum der Stadt, Waiblingen. Museo d’Arte Moderna, Ascona, Biennale d’Arte Sacra, Palermo.

Hanno scritto di lui: Massimo Acanfora, Beppe Bartolucci, Cristina Casero, Rossana Bossaglia, Daniela Cristadoro, Maurizio Cucchi, Vittorio Fagone, Helmut Herbst, Elisabetta Longari, Angela Madesani, Alda Merini, Vittorio Parazzoli, Riccardo Venturi, Marisa Vescovo, Giorgio Verzotti.

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